Tra leggende, grappe, centrali e pesci

Mi chiamo Goffredo e sono un fantasma. Vivo nel territorio di Santa Massenza e di Padergnone da tempo immemore. Non saprei assolutamente dirti da quanti secoli sia qui però mi sono innamorato a tal punto del lago di santa Massenza da non volerlo abbandonare.

Conosco ogni storia, leggenda, vicenda o commercio e quindi desidero raccontarti tutto ciò che so.

Santa Massenza e Padergnone sono due paesi antichi e ricchi di racconti interessanti. Seguimi e ti svelerò i segreti misteriosi ed i luoghi nascosti di questa meravigliosa zona.

LE TAPPE LUNGO IL SENTIERO

Chiesa Santi Filippo e Giacomo

Tappa 1

 

La prima tappa del nostro percorso ci porta a visitare l'affascinante chiesa di Padergnone dedicata ai santi Filippo e Giacomo minore. Gli studiosi e gli storici dell'arte non hanno rinvenuto notizie certe relative al momento preciso dell'edificazione però risulta citata la prima volta, in un'antica e preziosa pergamena, del 1535.

Nel corso dei secoli gli abitanti di Padergnone hanno voluto apportare numerose modifiche per mutarne il suo assetto. Infatti, l’edificio religioso fu considerato cappella campestre fino al 1630 nell'occasione in cui venne dichiarata primissaria curata della pieve di Calavino. Nel 1958 divenne parrocchiale per poi cederne il compito alla recente chiesa della Regina della Pace nel 1968. Ricordo perfettamente tutte le feste che furono organizzate per festeggiare!

Ora entriamo assieme per curiosare ed ammirare l'antica e splendida chiesetta!

Osserva la struttura dell’edificio. E' tipicamente medievale e presenta  affreschi rinascimentali con modifiche barocche. Infatti, le decorazioni, effettuate principalmente nel XVI secolo, sono state ritoccate in un secondo momento.

Nel luogo di culto possiamo ammirare numerosi affreschi come quelli dedicati a santa Caterina, a san Sebastiano ed  alla Madonna in trono mentre all'esterno è raffigurato san Cristoforo

Nella chiesa ci sono due cappelle laterali dedicate ai santi martiri (Achille, Domitilla, Pancrazio e Nereo), antichi protettori della parte storica del paese, ed a san Rocco, il protettore dalla peste.

Infine guarda l'altare maggiore, riconsacrato nel 1782, realizzato da artisti dell’ambito lombardo che utilizzavano tecniche particolari per combinare i vari colori delle pietre. 

Tappa 2

 

Rapporto con il lago

Tra poco passeggeremo lungo le rive del lago di Santa Massenza.  Devi sapere che è risultato importante, oltre che bello, per gli abitanti di Padergnone. Infatti, per un periodo una parte dello specchio lacustre prese persino il nome dal paese!

Tanto tempo fa i miei amici del posto basavano la propria economia principalmente sui prodotti della pesca e sullo sfruttamento delle acque correnti che vi giungevano. Tale esclusività portò infatti alla creazione di numerose diatribe e lotte tra la popolazione rurale e la famiglia nobiliare locale in merito alla pesca ed ai diritti di vendita del pesce più pregiato. Infatti tra il 1647 ed il 1678 si verificarono numerosi casi di pesca di frodo ai danni di Castel Toblino.

La centrale idroelettrica

Tappa 3

 

L’uomo non si smentisce mai. Vuole sempre sfruttare nel modo più redditizio ogni fonte energetica presente sul territorio. Proprio da qui deriva l’idea della costruzione negli anni ‘50 della centrale idroelettrica, seguendo il progetto dell’architetto Giovanni Munzio. Essa rientrava nel piano che prevedeva l’edificazione di un ampio ed articolato sistema di opere idroelettriche in Trentino. Pensa che durante il processo di costruzione, per la conformazione geologica del terreno, sono state sperimentate metodologie d’avanguardia tutt'ora utilizzate!

L’acqua, proveniente dal lago di Molveno, precipita nelle condotte forzate della lunghezza di 600 metri, provoca il movimento di enormi turbine e produce l’energia elettrica che utilizzi per accendere la luce della tua stanza.

Sono incredibili queste tecnologie! Magari le avessero possedute anche i signorotti di Madruzzo! Non si sarebbero lamentati del costo del trasporto delle candele di cera o di sego.

Il turismo del Primo Novecento

Tappa 4

 

Santa Massenza vanta nel suo passato anche un’importanza turistica a dir poco notevole. Ricordo gli arrivi degli allegri e felici villeggianti in carrozza oppure a cavallo! Infatti, nel primo Novecento fu considerata una piccola “Nizza” per il clima presente e la notorietà di villeggiatura apprezzata anche a livello internazionale.

Il palazzo vescovile venne infatti trasformato in un albergo dove molti nobili altoatesini, svedesi, tedeschi e gitanti domenicali si recavano a trascorrere piacevoli vacanze.
Potevano passare un pomeriggio romantico sulle barche a remi oppure bere un buon bicchiere di vino Santo o di Saros.

L’orticoltura e la pescicoltura erano molto attive ed i prodotti venivano venduti anche nel capoluogo, a Trento. Infatti la produzione dei broccoli di santa Massenza era ed è tuttora molto conosciuta ed apprezzata. Ricordo che un tempo i contadini li trasportavano a Trento in piazza Mostra con carri trainati da buoi, cavalli o asini.

Origine e storia di Santa Massenza

 

Tappa 5

L’origine del centro abitato di Santa Massenza è molto antica poiché risale al periodo preromano. Venne fondato sopra uno sperone roccioso posto sulla riva del lago sul lato della conca ove si smorzano gli ultimi effluvi del clima mediterraneo del Garda. Non erano mica sciocchi i nostri antenati, vero? 

Inizialmente il toponimo (ossia il nome del luogo) era differente, ovvero Majano. Questo mutamento è legato ad una misteriosa leggenda. Siediti comodo ed ascolta attentamente:

La tradizione narra che a Majano abbia abitato Massenza, la madre di san Vigilio, nel V secolo d.C.
Conosci San Vigilio?

Era un vescovo di Trento vissuto nel V secolo e noto per aver predicato i valori del cristianesimo presso le popolazioni pagane nelle valli più nascoste del Trentino.

I locali, che volevano mantenere le loro tradizioni e mal sopportavano l’azione del vescovo, uccisero Vigilio a Spiazzo, in val Rendena, nel giugno del 400. I suoi seguaci fortunatamente riuscirono a salvare la salma ed a trasportarla, attraverso la strada dei Casalini e dei Busoni di Vezzano, a Trento.

La madre di Vigilio, Massenza, condusse una vita caratterizzata da costanti preghiere e da aiuti verso il prossimo. In sua memoria ed onore il paese decise di cambiare nome; così Majano diventò Santa Massenza, da cui derivò anche il toponimo del lago. Si narra che l’attuale chiesa di Santa Massenza sia stata edificata esattamente sopra la sua casa! 

La chiesa di Santa Massenza, nominata nel 1198 per la prima volta in una pergamena, venne riedificata tra il 1480 ed il 1580 dai frati celestini delle Sarche e successivamente modificata, secondo lo stile neogotico, nella seconda metà dell’Ottocento. Il campanile fu prolungato e si accrebbe il numero delle campane presenti.

 

Tappa 6

Storia della distilleria

Sono sempre stato affascinato dall'intraprendenza degli uomini e gli abitanti di Santa Massenza ne costituiscono un esempio perfetto. Infatti sono noti per la produzione della grappa fin dal XVI secolo, come viene riportato da alcune antiche pergamene che testimoniano la presenza, presso il palazzo vescovile, d'attrezzature per lavorare le vinacce e produrre l’acquavite.

La tradizione si è continuata a tramandare anche nel 1800 quando vennero emessi dei regolamenti molto restrittivi riguardanti la sua produzione. Infatti era necessario acquistare una licenza regolare presso il governo asburgico, richiedere l’autorizzazione presso l’organo competente e distillare solamente nei tempi consentiti (24 ore no stop).

In precedenza era necessario ottenere il permesso della mensa vescovile per applicare spine alla condotta ed ottenere l’acqua corrente.
Per produrre l’acquavite è necessario lo scorrimento continuo d’acqua fredda attorno alla serpentina dell’alambicco affinché i vapori esalati dalle vinacce si possano trasformare in acquavite. Il responsabile deve rimanere rimanere sempre attento!

Nel corso del Novecento fiorirono numerose distillerie a Santa Massenza fino a raggiungere la quota di 15 strutture. Oggi purtroppo il numero si è ridotto poiché ne sono presenti solamente 5. Tuttavia i nuovi produttori fondono le nuove tecnologie al sapiente uso delle tecniche tipiche. Ah! è entusiasmante vedere l'intreccio della tradizione con il progresso!

Io continuo ad osservarli di nascosto e mi diverto ad assaggiare la grappa durante le Notti degli alambicchi accesi a dicembre.

Palazzi nobiliari

 

Tappa 7

Mi piacerebbe molto poterti raccontare ogni vicenda legata ai nobili di Santa Massenza! Alcuni di loro erano arroganti, altri gentili e generosi oppure estremamente avidi e crudeli.

Il paese di Santa Massenza è ricco di testimonianze della vita nobiliare per la presenza dei loro numerosi palazzi. Infatti, la posizione strategica del centro abitato, l’influenza sia sul territorio circostante che sul traffico tra Trento e Brescia ed il clima mite ammaliarono per secoli numerose dinastie nobili e congregazioni religiose. Le famiglie dei Madruzzo, dei Terlago e dei Wolkestein, il monastero di San Lorenzo di Trento, il convento dei Celestini di Sarche ed il principato vescovile erano estremamente interessati al controllo di Santa Massenza e della zona circostante.

Furono costruiti numerosi palazzi sfarzosi tra i quali svettava per importanza quello vescovile.

Vi si accede attraverso un cancello di legno impreziosito da due antichi pilastri scolpiti con dei bassorilievi del rinomato principe vescovo Cristoforo Sizzo de Noris e lo stemma nobiliare. 

Chiesa della Regina della Pace

 

Tappa 8

Eccoci giunti all'ultima tappa del nostro percorso: la chiesa della Regina della Pace.

Questo edificio religioso, come risulta facilmente intuibile, è di costruzione recente. Infatti, venne innalzato tra il 1964 ed il 1967 per venire incontro alle mutate esigenze liturgiche della popolazione sempre più numerosa. 

La facciata a capanna è occupata da una grande vetrata sovrastante un possente portale a due battenti bronzei. Invece il campanile si eleva sulla fiancata settentrionale e l’interno, a navata unica, è concluso da un’abside poligonale. È una chiesa molto moderna, vero?
Mi piace un sacco e quando posso vengo a vederla.

 

Il nostro percorso si è concluso. Sono davvero contento che tu mi abbia seguito ed ascoltato.
È molto difficile trovare i bambini che credono ancora ai fantasmi e sono felice che tu sia tra i pochi rimasti. Torna a trovarmi presto, forse la prossima volta ti presenterò i fantasmi che popolano il Lago di Toblino.

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