Da Fraveggio a Vezzano:

un tuffo nel passato

Ben arrivato a Fraveggio! Paese noto per la bellezza delle case, gli orti e la cura delle piante aromatiche. Mi chiamo Lina ed abito qui fin da bambina. Ora sono molto anziana però, quando avevo la tua età, mi divertivo a scorrazzare nei dintorni. Durante le piccole fughe da casa andavo a rifugiarmi dai miei amici nei paesi vicini e mi nascondevo lì per qualche giornata. Povera mamma! La facevo impazzire! 

La passeggiata che preferivo seguire era quella che collega Fraveggio a Vezzano. Una meraviglia! Correvo in mezzo agli orti, facevo arrabbiare i contadini, cercavo “tesori” nei boschi ed osservavo la gente indaffarata mentre lavorava. 

Purtroppo ora sono troppo anziana per camminare ed accompagnarti lungo la strada però voglio indicartela a voce. Vuoi ascoltarmi? Ti racconterò un sacco di storie interessanti riguardanti la zona di Fraveggio e di Vezzano.

LE TAPPE LUNGO IL SENTIERO

Prima di intraprendere la passeggiata devi assolutamente avventurarti nelle viuzzole di Fraveggio. Sono molto caratteristiche ed antiche. Questo paese è diviso principalmente in due tronconi: la parte antica, in cui ci troviamo, e quella recente, allineata lungo la strada che da Vezzano si dirige a Lon.

Nella parte originaria del paese incontri la chiesa di Fraveggio, dedicata al patrono san Bartolomeo. La sua presenza è testimoniata fin dal 1491! É molto antica! Pensa che esisteva già prima dell’arrivo in America di Cristoforo Colombo. 

L'edificio attuale è il risultato della riedificazione avvenuta tra il 1831-1832 con una particolarità: il campanile è quello originale! Ha una struttura molto interessante: la facciata rispecchia i parametri del tempio classico ed è conclusa da un frontone triangolare dentellato. L’interno è caratterizzato da una navata suddivisa in due campate mentre il soffitto è costituito da volte a vela con decorazioni a tempera. Sapevi che dal suo piazzale puoi ammirare il Lago di Santa Massenza? È bellissimo!

Se ti avventuri nel paese troverai una grossa macina. É la testimonianza delle vecchie tradizioni di Fraveggio. La vita della comunità era molto legata alla roggia che la taglia, ancora oggi, attraverso il vicolo dei Molini. Lì si trovavano i due famosi mulini Faes.
Il primo, collocato vicino alle case dietro il cimitero, è stato trasformato in falegnameria mentre l’altro, posto vicino alla chiesa, è stato ristrutturato recentemente. La macina esposta proviene dalla sua cantina!

Invece hai visto che c’è una vasca in pietra vicino alla piazza? È un lavatoio. Sai a cosa serviva?

Oggi sembra un cimelio di un’epoca passata però, fino a pochi anni fa, veniva utilizzato dalle donne per lavare i panni. Si recavano lì portando un cesto colmo di vestiti sporchi e li  pulivano strofinandoli con la forza delle braccia. 

Il centro storico

Tappa 1

 

Una curiosità:
le massaie usavano spesso la cenere del camino per eliminare le macchie d’unto!

Non avresti mai pensato ad un simile impiego, vero?

Rifugio antiaereo

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Sapevi che a Fraveggio è ancora visitabile un rifugio antiaereo? 

Sai cos’è?

È una struttura realizzata per la protezione della popolazione civile dai bombardamenti nemici. Assomiglia ad un bunker però non è adatto a fronteggiare gli attacchi da terra.  Solitamente le persone venivano allertate dal rumore delle campane suonate a martello. Era il segnale concordato che avvisava la popolazione dell’imminente arrivo degli aerei. 

Questo riparo è stato costruito da Enrico Parini, Enrico Faes e Tullio Miori di Fraveggio tra il 22 novembre 1944 ed il 21 febbraio 1945. Al suo interno è presente una mostra che illustra le funzioni di un rifugio antiaereo ed esempi di oggetti bellici.

Ci sei mai entrato? E’ molto interessante!

Il baco da seta

Tappa 3

 

Hai notato che in piazza c’è un albero particolare? Ha delle foglie a cuore, seghettate e molto lisce, giusto? Lo conosci?

É un gelso,  fino a poco tempo fa era molto diffusa la sua coltivazione nella Valle dei Laghi perché le sue foglie venivano utilizzate per nutrire i bachi da seta

Sai cos'è il baco da seta? 

È una larva bianca che, per tramutarsi in farfalla, si avvolge in un bozzolo costituito dalla propria bava. Questo materiale viene filato per ottenere la seta! Sì, i colorati foulard di tua mamma sono il risultato della lavorazione della bava dei bachi. Incredibile, vero?

In questa zona molte famiglie contadine allevavano i bachi per produrre la seta e guadagnare un po’ di soldi. Sai, anche io ho trascorso interminabili ore nella raccolta delle foglie e nella cura di queste larve!

Coltivazione di orti, piante officinali e noci

Tappa 4

 

Qualche anno fa Fraveggio era circondata ovunque da orti e si produceva una moltitudine immensa di verdura di vario genere che si vendeva a Trento. Eravamo particolarmente specializzati nelle primizie agricole

Sai cosa sono? 

Sono gli ortaggi che crescono e maturano in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti. Sono un’autentica prelibatezza!

Il clima mite e la posizione di Fraveggio consentivano anche la crescita spontanea dell’ulivo, dell’alloro, del rosmarino e di altre piante aromatiche. Erano molto diffuse e si respiravano profumi deliziosi durante le passeggiate. Era davvero piacevole!

A metà del secolo scorso sviluppò anche un’attività molto curiosa. Durante il mese di marzo le ragazze di Fraveggio e dei paesi vicini si dedicavano ad un lavoro insolito: togliere i gherigli dalle noci. Sai cosa sono i gherigli? È la parte interna commestibile della noce. 

Questi frutti venivano venduti in tutta Italia e raggiungevano i posti più improbabili. Anche se questo lavoro ebbe breve vita è rimasto impresso nella memoria degli abitanti.

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Le origini di Vezzano

Conosci le origini di Vezzano?

Si ritiene che il paese di Vezzano sia nato da un “fundus” romano, ovvero un complesso agricolo presidiato e difeso dal proprietario legionario e dai suoi schiavi. Infatti, il toponimo deriverebbe esattamente dal cognomen Vettiani, una grande famiglia patrizia romana. 

Inizialmente non era localizzato nella zona attuale bensì nella campagna Sopravilla. Infatti, lì sono state riscontrate sia tracce romane che primitive. In più il Fundus Vettiani è ricordato anche in una lapide del 201 d.C., posta a Toblino, in cui vengono nominati anche i Fati e le Fate, delle antiche divinità.

San Valentino a Vezzano

Tappa 6

 

Ho una miriade di ricordi legati a Vezzano. Mi divertivo tantissimo ad osservare il brulichio delle persone che si affaccendavano in piazza e nelle strade. C’era sempre un via vai incredibile!  In particolare vicino alla chiesa dei santi Vigilio e Valentino. E' un edificio sacro, menzionato sin dal Duecento, realizzato in stile neogotico nei primi anni del XX secolo in sostituzione di quello precedente. In questa chiesa è considerato particolarmente pregiato il tabernacolo rinascimentale che custodisce le reliquie dei santi Valentino e Paretino

Sai cosa sono le reliquie?
Sono le salme o parti di persone venerate come santi o beati. 

San Valentino è sempre stato ritenuto, prima ancora del ritrovamento delle sue spoglie, un santo molto importante per la comunità di Vezzano. Infatti è legata alla sua figura una storia molto avvincente. Si narra che il 14 febbraio di un anno imprecisato, però sicuramente collocato dopo il 1500, un gruppo di scolari sia sceso dal Doss Castin e passato vicino alle rovine di un tempietto nella località Sopravilla. Lì inspiegabilmente videro trionfante,tra le coltri di neve, un rosaio fiorito. Incuriositi ne parlarono ai genitori che li seguirono immediatamente per vedere con i propri occhi il fatto misterioso e, per svelarne l'arcano, decisero di scavarvi sotto. E, sorpresa delle sorprese, trovarono una tegola in terra cotta che riportava, scritte in latino, le seguenti parole “Il giorno 4 aprile 860 furono sepolte qui, le ossa del Beato Valentino”!!!

A proposito della chiesa di Santi Vigilio e Valentino…sapevi che nel 1807 un gruppo di briganti cercò di sfondarne la porta principale?

Guidati da un tale Barcon, i banditi erano giunti dalla val di Non per sollevare una rivolta della popolazione contro l’esercito occupante francese. All'inizio dell’Ottocento era scoppiata una ribellione, promossa dall'oste Andreas Hofer in Alto Adige/Südtirol, per sconfiggere gli invasori e riprendere alcuni diritti cancellati dalle nuove leggi. Per diffondere il seme della rivolta anche a Vezzano, questo gruppo di briganti provò a forzare la porta della chiesa e suonare le campane per eccitare l’animo bellicoso della popolazione. Tuttavia, alcuni abitanti compresero le intenzioni del gruppo, riuscirono ad anticiparli ed a impedire le loro azioni.

Vezzano come borgo

Tappa 7

 

Gli abitanti di Vezzano sono sempre stati molto leali nei confronti dell'autorità del Principe Vescovo ed infatti non lo tradirono nel momento del bisogno. 

Sai chi era il Principe Vescovo?

Era un vescovo che univa al suo ruolo religioso il potere temporale sul territorio che, non sempre, coincideva con la diocesi di appartenenza. 

Nel 1525, nel Trentino-Alto Adige / Südtirol, si scatenò la “Guerra Rustica”, provocata sia dal malcontento sociale che serpeggiava tra i contadini nei confronti dei governi cittadini sia da ragioni etiche, teologiche e teoriche nate in seno alla Riforma Protestante sia da critiche mosse nei confronti dei privilegi e della corruzione dilagante nella Chiesa.  

Le comunità di Cavedine, Terlago, Cadine e Sopramonte svolsero un ruolo di primo piano nella ribellione anti vescovile, altre come Calavino, Lasino e parte del Pè de Gazza non agirono per paura di ritorsioni mentre Vezzano e Padergnone si astennero da qualunque atto d’insubordinazione per la devozione che nutrivano nei confronti del vescovo.

I vezzanesi aiutarono il principe vescovo Bernardo Clesio a rifugiarsi nella rocca di Riva del Garda durante le rivolte scoppiate nel capoluogo. Per premiare l’aiuto e la lealtà dimostrate, il vescovo concesse al centro abitato il titolo di borgo che venne rinnovato dall'imperatore austriaco Francesco Giuseppe II. La fedeltà paga sempre!!!!

Ora compirai un ultimo sforzo: ti aspetta la salita finale e sarai tornato a Fraveggio. Quanti ricordi! Mi entusiasmava vedere spuntare lentamente i tetti e le case dalla collina. Mi è piaciuto rivivere i ricordi della mia infanzia e condividerli con te. Grazie per avermi ascoltata. Spero che tu li abbia trovati interessanti e divertenti. Quando verrai a trovarmi ti racconterò molti altri aneddoti. Torna presto!

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Tavolo imbandito visto dall'alto con persone ch brindano
fiori di prada a terlago