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 A FRAVEGGIO
Un tuffo nel passato

Ideale per chi ama
Perdersi tra i vicoli più suggestivi
Il nuovo prodotto del territorio: la birra
La storia locale

LUNGHEZZA
PERCORSO

3 km

DURATA
PERCORSO

2.5 h

STAGIONE CONSIGLIATA

primavera

Lina, un'anziana abitante del paese, ti accompagnerà lungo il percorso e ti racconterà tutte le storie e i segreti di questa zona. Ascoltando le storie di Lina, scoprirai storie del borgo, panorami sui laghi e curiosità sugli abitanti, in un viaggio tra passato e natura.
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Come raggiungere il sentiero

  • Partenza: parcheggio di via S. Bartolomeo a Fraveggio

  • Visitare il centro del paese e tornare indietro sulla stessa strada

  • Al secondo incrocio, svoltare a destra sulla strada sterrata e proseguire tra le campagne

  • Mantenere la destra fino al bosco, nei pressi della cima del colle → il tracciato diventa sentiero

  • Scendere lungo la dorsale fino a raggiungere l’area vicina alla S.P. 84

  • Svoltare a destra, attraversare sulle strisce e proseguire sul marciapiede verso Vezzano

  • Entrare in paese seguendo via Roma → piazza S. Valentino → via Dante

  • Continuare lungo strada Bellavista, che torna a chiamarsi via S. Bartolomeo, per rientrare al parcheggio

Servizi presenti lungo il percorso

  • Parcheggio

  • Fermata autobus

  • Pizzeria

  • Bar

  • Farmacia

  • Teatro

  • Stazione Carabinieri

  • Punti ristoro e pic-nic

  • Carica e-bike

  • Parco giochi

  • Supermercato

  • B&B

  • Banca

  • Ecomuseo

Benvenuto a Fraveggio! Mi chiamo Lina e vivo qui fin da quando ero bambina. Questo paese è famoso per le sue belle case, gli orti curati e le piante aromatiche.

Ora sono molto anziana, però quando avevo la tua età mi divertivo a correre nei dintorni. Spesso scappavo di casa per andare a trovare gli amici nei paesi vicini e restavo nascosta per qualche giorno… povera mamma, la facevo impazzire!

La mia passeggiata preferita era quella che va da Fraveggio a Vezzano. Che meraviglia! Correvo tra gli orti, facevo arrabbiare i contadini, cercavo “tesori” nei boschi e guardavo la gente al lavoro.

Adesso non posso più camminare tanto, ma voglio raccontarti a voce questo percorso. Vuoi ascoltarmi? Ho tante storie interessanti da svelarti su Fraveggio e Vezzano!

Tappa 1

Il centro storico

Il centro storico

Prima di iniziare la passeggiata, esplora le viuzze antiche di Fraveggio. Il paese ha una parte vecchia e una più recente lungo la strada per Lon.

Nella zona antica c’è la chiesa di san Bartolomeo, esistente dal 1491. Il campanile è originale, la facciata ricorda un tempio classico e dal piazzale si può vedere il Lago di Santa Massenza.

Nel paese vedrai anche una macina: un ricordo dei vecchi mulini Faes, collegati alla roggia che attraversa il vicolo dei Molini.

Infine, vicino alla piazza c’è un lavatoio in pietra, dove un tempo le donne lavavano i panni strofinandoli a mano. Oggi sembra un cimelio antico, ma un tempo era utilissimo!

I trucchi delle massaie

 

Sai che le massaie usavano la cenere del camino per togliere le macchie di unto dai vestiti? Strano vero? Non avresti mai immaginato che la cenere potesse servire anche a questo!

Tappa 2

Rifugio antiaereo

Il rifugio antiaereo

Sai che a Fraveggio puoi ancora visitare un rifugio antiaereo?
È stato costruito da Enrico Parini, Enrico Faes e Tullio Miori tra il 22 novembre 1944 e il 21 febbraio 1945.

Dentro c’è una piccola mostra che spiega a cosa serviva un rifugio antiaereo e mostra anche alcuni oggetti usati durante la guerra.

Ci sei mai entrato? È davvero interessante da vedere!

Sai cos'è un rifugio antiaereo?

È una struttura costruita per proteggere le persone dai bombardamenti aerei.

Assomiglia a un bunker, ma non serviva contro gli attacchi da terra.

Di solito, quando arrivavano gli aerei nemici, le campane suonavano a martello: era il segnale per far correre tutti al rifugio e mettersi al sicuro.

Il baco da seta

Tappa 3

Il baco da seta

Hai visto quell’albero in piazza? Le sue foglie hanno la forma a cuore, sono seghettate e molto lisce. Lo conosci?

È un gelso! Fino a poco tempo fa era molto coltivato nella Valle dei Laghi perché le sue foglie servivano a nutrire i bachi da seta.

Molte famiglie allevavano i bachi per fare la seta e guadagnare qualche soldo. Sai una cosa? Anche io passavo intere ore a raccogliere le foglie e a curare i bachi!

Sai cos'è il baco da seta?

È una piccola larva bianca che, per diventare farfalla, si avvolge in un bozzolo fatto con la sua stessa bava.

Questa bava speciale viene poi filata per ottenere la seta! Sì, quei coloratissimi foulard di tua mamma sono fatti proprio con la seta dei bachi. Fantastico, vero?

Coltivazione di orti, piante officinali e noci

Tappa 4

Coltivazione di orti, piante officinali e noci

Un tempo Fraveggio era circondata da tantissimi orti e si coltivavano verdure, ma soprattutto primizie agricole, che poi venivano vendute a Trento. Grazie al clima mite crescevano anche ulivi, alloro e rosmarino, e passeggiando tra gli orti si sentivano profumi deliziosi.

A marzo, le ragazze raccoglievano le noci e ne estraevano i gherigli, la parte interna e commestibile, che poi venivano venduti in tutta Italia. Anche se durò poco, questo lavoro è rimasto nella memoria di tutti.

Sai cosa sono le primizie agricole?

Le primizie agricole sono gli ortaggi che crescono e maturano in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti. Sono un’autentica prelibatezza!

Tappa 5

Conosci le origini di Vezzano? Gli studiosi pensano che il paese sia nato da un “fundus” romano, cioè un grande complesso agricolo dove vivevano il proprietario, che era un legionario romano, e i suoi schiavi. Il nome Vezzano deriva dal cognome di una grande famiglia romana, i Vettiani

All’inizio, il paese non si trovava dove è ora, ma nella campagna di Sopravilla. Lì sono state trovate tracce di abitazioni romane e primitive. In più, il Fundus Vettiani è citato anche in una vecchia lapide del 201 d.C., trovata a Toblino, dove si parla anche dei Fati e delle Fate, le antiche divinità!

Le origini di Vezzano

Le origini di Vezzano

San Valentino a Vezzano

Tappa 6

San Valentino a Vezzano

Ho tanti ricordi legati a Vezzano! Mi divertivo a guardare le persone in piazza e vicino alla chiesa dei santi Vigilio e Valentino, molto antica e rifatta in stile neogotico nel XX secolo.

All’interno c’è un tabernacolo prezioso con le reliquie dei santi Valentino e Paretino. Sai una cosa curiosa? Un 14 febbraio, dopo il 1500, alcuni bambini videro un rosaio fiorito tra la neve vicino a un vecchio tempietto. I genitori scavando trovarono una tegola con scritto che lì erano sepolte le ossa di san Valentino!

E un’altra curiosità: nel 1807, dei briganti tentarono di entrare nella chiesa per suonare le campane e diffondere una rivolta, ma gli abitanti li fermarono.

Sai cosa sono le reliquie?

Le reliquie sono le salme o parti di persone venerate come santi o beati. 

Vezzano come borgo

Vezzano come borgo

Gli abitanti di Vezzano sono sempre stati fedeli al Principe Vescovo.

Nel 1525 scoppiò la Guerra Rustica per il malcontento dei contadini e le nuove idee della Riforma, ma Vezzano e Padergnone restarono leali.

Aiutarono il Principe Vescovo Bernardo Clesio a rifugiarsi nella rocca di Riva del Garda e, per ringraziarli, il paese ricevette il titolo di borgo, confermato dall’imperatore Francesco Giuseppe II.

Tappa 7

Sai chi era il Principe Vescovo?

Il Principe vescovo era un vescovo che, oltre al ruolo religioso, aveva anche il potere sul territorio, un po’ come un signore del luogo.

Ora ti aspetta l’ultima salita verso Fraveggio. Che emozione vedere spuntare i tetti e le case dalla collina!

Mi è piaciuto condividere con te i ricordi della mia infanzia. Torna presto, ti racconterò altri aneddoti!

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