Lasino e la famiglia Bassetti

Sapevi che Lasino è noto per aver dato alla luce alcuni personaggi importanti a livello sia nazionale che internazionale? Conosci la famiglia Bassetti?
Si stabilì in questo paese nel XV secolo e svolse un ruolo fondamentale nella politica italiana ed estera grazie alla propria influenza ed alle conoscenze.

Mi chiamo Giada e sono una loro lontana discendente.
Sono molto appassionata dalle vicende della mia famiglia e quindi vorrei narrarti tutto ciò che conosco.
Se avrai pazienza ti parlerò delle avventure coloniali di Domenico “Nico” Bassetti, ti inviterò a giocare nel parco della villa di famiglia ed entrerai persino in una grotta artificiale!

Infine, ti mostrerò un posto incantato, nascosto in cima ad una collina, dal quale potrai osservare gran parte della valle di Cavedine.

Cosa stai aspettando?
Seguimi e scoprirai i misteriosi segreti di Lasino.

LE TAPPE LUNGO IL SENTIERO
Villa Ciani Bassetti

Tappa 1

 

Vedi quest’enorme villa? È la casa della famiglia Bassetti. È stata fondata alla fine del Settecento sui resti di costruzioni molto più antiche. Rappresenta l’esempio della villa signorile di campagna con alcuni edifici legati alla produzione agricola. 

Era molto nota per la coltivazione dell’ulivo, del grano e del gelso per la bachicoltura; tale rilevanza è testimoniata ancora oggi dalla permanenza di numerose strutture dell’epoca. Infatti, puoi visitare l’antico torchio, il locale di fermentazione dell’uva, la cantina, il granaio, il fienile, la legnaia, la filanda e la ghiacciaia.

All'interno della villa c’è anche un parco, ideato dal barone Tito Bassetti, caratterizzato dal giardino all'italiana e da campi coltivati.
È presente anche una grotta artificiale, percorsa da vari corridoi, al cui centro è scavato un pozzo che riproduce il locale turco dell’hammam. 

Sai cos’è l'hammam? 

È il complesso termale in cui i turchi effettuano un bagno purificatore per adempiere all’obbligo della preghiera giornaliera.

Non sembra d’entrare in una antica villa del Settecento? Io ho sempre l’impressione d’udire il rumore degli zoccoli del cavallo di un visitatore oppure di scorgere passeggiare le signore avvolte nei loro eleganti vestiti … e tu? Cosa vedi o senti?

Ciano Bassetti

Tappa 2

 

Ora affronteremo uno dei miei argomenti preferiti: la vita dei miei avi. Conosci il barone Tito Bassetti? Ha progettato e realizzato il parco della villa. Era un nobiluomo vissuto in Trentino a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento (1794-1869). Possedeva vaste conoscenze nelle lettere, nella chimica, nella botanica, nella meccanica e nell'agricoltura. Infatti, fu uno degli autorevoli soci fondatori della Società Agraria Trentina e promotore della Prima Esposizione Agricola ed industriale del circolo di Trento (giugno 1857).
Apportò notevoli scoperte in questi ambiti sia per l’invenzione ed il miglioramento di alcuni macchinari che per gli importanti studi di etnografia e storia trentina. Non si limitò agli interessi prettamente naturalistici o letterari bensì si impegnò anche nella vita politica. Infatti manteneva stretti rapporti epistolari con i letterati toscani e frequentava gli irredentisti, i caffè rivoluzionari ed i simpatizzanti dell’Italia.

Sai chi erano gli irredentisti?

Erano dei volontari, appartenenti ad un movimento politico-culturale sviluppatosi a partire dal 1866, che lottava per unire all’Italia alcune aree sottoposte al dominio straniero. Infatti, il Trentino rimase sotto il controllo dell’impero austro-ungarico fino al termine della Prima Guerra mondiale.

Il barone Tito Bassetti, presente già da tempo sulla lista dei sospettati, venne arrestato nel 1860 per adesione e sostegno al movimento irredentista. Fu condannato dal tribunale al confino all'interno dell’Impero ed inviato a Iungbuzlau, in Boemia, dove rimase un anno fino all'annullamento della sentenza per mancanza di prove soddisfacenti. Poté dunque rientrare felicemente a Trento. Non è una vicenda affascinante?

La memoria di un fondatore:
il parco Domenico Bassetti

Tappa 3

 

Alla mia famiglia appartiene un altro esponente degno di nota: Domenico Bassetti, chiamato anche “Nico”. A lui è stato dedicato il parco giochi ed ora scoprirai la ragione.

Domenico Bassetti (1828-1871) è stato un personaggio di spicco nel processo della colonizzazione dell’Algeria.

  Sai cos’è la colonizzazione?

È l’occupazione e/o lo sfruttamento di un territorio oltremare da parte di uno stato, seguita dalla fondazione di città e centri urbani. Questo processo si è verificato frequentemente nel corso dei secoli però ha raggiunto l’apice durante l’Ottocento, nel periodo imperialista.

Domenico Bassetti, grande sostenitore dell’irredentismo, si arruolò come volontario presso l’esercito italiano per contribuire al processo d’unificazione e partecipò alla battaglia di Palestro nella seconda guerra d’indipendenza. Successivamente, constatato il disinteresse nei confronti della conquista del Trentino, si unì alla legione straniera francese in Algeria e contribuì alla fondazione della cittadina di Palestro (odierna Lakhdaria) nel 1867, a 77 km da Algeri.

Fu nominato sindaco del villaggio e venne trucidato nell’aprile del 1871 assieme ai cittadini, dopo un’aspra battaglia, dai ribelli e dai membri di una confraternita locale.

In sua memoria venne eretta una targa ad Algeri, distrutta nel 1926 dagli arabi durante la riconquista.
Tuttavia la commemorazione del massacro non venne dimenticata e nel novembre 2015 fu installata una statua in questo parco che riproduce fedelmente l’originale andato perduto.

La vedi?
È l’uomo che regge tra le mani il fucile per proteggere la moglie ed il bambino.

Sulle tracce della credenza popolare:
la Via Crucis

Tappa 4

 

Ora ti porterò in un luogo misterioso e nascosto alla vista dei più disattenti. Vi si giunge seguendo la Via Crucis che si inerpica sul dosso di san Siro, collocata nel 1937, in occasione della sistemazione della strada, quando la popolazione locale acquisì i capitelli votivi da artisti veneti.

Sai cos’è la Via Crucis?
È un rito religioso della Chiesa cattolica che ricorda i vari momenti della Passione di Gesù Cristo e della salita sul Golgota, il monte sul quale fu crocifisso. Questo cerimoniale è stato ideato al termine del XIII secolo per consentire ai fedeli, che non potevano recarsi in Terra Santa, di commemorare la morte di Gesù. Infatti la tradizione richiedeva, quando possibile, d’effettuare un pellegrinaggio in Israele per ripercorrere le varie tappe, luoghi e vicende compiute da Cristo nel corso della vita terrena.

Chiesa di San Siro

Tappa 5

 

Un ultimo sforzo e giungeremo nel luogo misterioso ed incantato di cui ti parlavo. Ecco! Vedi questo sentiero alberato? La nostra meta si trova al suo termine.

Saliamo gli scalini, osserviamo i filari di cipressi, le esotiche palme ed i meravigliosi fiori che costellano il nostro cammino. Sembra di entrare in un luogo molto differente dal paesaggio circostante ed isolato dalla frenesia della quotidianità. È un’oasi felice in cui dimora, come sovrana, la chiesa di san Siro.

Questo luogo di culto è stato fondato nel XII secolo però l’aspetto attuale rispecchia i numerosi cambiamenti apportati nel corso del tempo. La modifica più marcata è stata effettuata nel 1610 con l’ampliamento da nord a sud e la trasformazione dell’abside in una cappella. Infatti della struttura originale è stata conservata esclusivamente l’abside semicircolare edificata a pietre squadrate a vista.

Il campanile rispecchia lo stile romanico mentre la parte superiore della chiesa è stata costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Ulteriori modifiche sono state apportate  nel 1890 con l’aggiunta del coro e l’apertura di finestre con arco acuto.

Originariamente la chiesa era stata dedicata a san Procopio, protettore del bestiame. Tuttavia nel 1484 il nuovo altare venne consacrato a san Siro, vescovo di Pavia, per richiedere la protezione dalla febbre malarica che caratterizzava gli acquitrini della valle del Sarca.

Puoi ammirare gli affreschi che rappresentano i dodici apostoli ed il Cristo sull'arco santo e l’antico catino absidale mentre, ai lati, sono riportati i simboli dei quattro evangelisti. Sulla volta dell’arco santo puoi individuare la figura di un angelo che porge un giglio, probabilmente appartenente alla scena dell’Annunciazione. In basso invece intravedi la figura di un vescovo, forse individuabile in san Siro. Purtroppo gli studiosi non sono stati in grado di fornire un’identificazione chiara sia dell’autore che del periodo, però si ritiene che gli affreschi siano stati eseguiti attorno agli anni ‘70 del XIV secolo.

Punto panoramico

Tappa 6

 

Proviamo a scalare il colle assieme per vedere il panorama sottostante. Non te ne pentirai!
Puoi ammirare gran parte della valle di Cavedine. Vedi? Ci sono i differenti paesi. A sinistra scorgi Castel Madruzzo, al centro ovviamente Lasino ed a destra Stravino. Potrai vedere le montagne che circondano sul lato orientale la valle quali il Cornetto, il Palon ed il monte Stivo. Non è un paesaggio meraviglioso?
Io salgo sulla cima di questo colle quando devo riflettere e voglio trascorrere un paio d’ore all’aria aperta.

Sono proprio contenta d’aver avuto l’occasione di narrarti le vicende della mia famiglia e di mostrarti i segreti di Lasino. È un luogo ricco di sorprese!

Vieni presto a  trovarmi! Ti aspetto!

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Tavolo imbandito visto dall'alto con persone ch brindano
Bambina con cavallo al maneggio di cavedine